Condivisione File Aziendali

Cartelle condivise, Dropbox, Drive: perché non bastano per distribuire cataloghi B2B

calendar_today 14/05/2026 schedule 4 min di lettura corporate_fare app-catalogo

Molte aziende usano Google Drive o Dropbox per condividere cataloghi con la rete vendita. Funziona? In un certo senso. Ma crea più problemi di quanti ne risolve.

I 5 limiti reali di Drive e Dropbox per il B2B

  • Accesso: per accedere a una cartella Drive il cliente deve avere un account Google. Non tutti ce l'hanno, non tutti vogliono usarlo per lavoro.
  • Branding zero: il cliente apre una cartella Google anonima, non un'esperienza con il tuo logo e i tuoi colori.
  • Nessuna notifica: quando aggiorni un file in Drive, nessuno lo sa. Devi mandargli comunque un'email.

Cosa serve davvero per distribuire cataloghi B2B

Serve uno strumento costruito esattamente per questo caso d'uso: distribuzione di cataloghi e listini a clienti, centri e agenti, notifiche, branding personalizzato e un archivio ordinato.

app-catalogo: costruito per questo caso d'uso

app-catalogo non è un file sharing generico adattato. È una piattaforma pensata per la distribuzione documentale B2B: ogni funzionalità — notifiche, branding, watermarking — esiste perché serve a questo.

Drive e Dropbox sono ottimi strumenti per il lavoro interno. Per distribuire materiale commerciale a una rete esterna di clienti e agenti, hai bisogno di qualcosa di diverso.

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